Note di regia

“I Marlene sono nati esattamente venticinque anni fa e Catartica quest’anno compie venti anni. Ci sarebbe da festeggiare”. Nasce da qui Complimenti per la festa, da questa considerazione che feci un pomeriggio della scorsa estate a Simone, fotografo e aiuto regista del film.

Successe che dopo qualche giorno i Marlene annunciarono un tour di 10 date in giro per l’Italia – che poi diventarono oltre 30 – a commemorazione di Catartica, il loro primo album uscito nel 1994. Da lì il passo successivo. Con Simone chiamammo Cristiano e dicemmo chiaramente quali fossero le nostre intenzioni: “Perché non ne facciamo un film di questo tour?”. I Marlene accettarono la proposta e con una troupe ridottissima abbiamo iniziato a spiare le prove a Cuneo, poi siamo partiti con loro in tour e ci siamo rimasti fino alla fine.

il tour iniziò il 4 Ottobre, al Cage di Livorno. Mi sorprese vedere come un gruppo con alle spalle nove dischi, oltre 1500 concerti, collaborazioni internazionali – con Skin, Patti Smith, Rob Ellis, Nick Cave, e la lista potrebbe allungarsi – vivesse ancora con tanta emozione un concerto, con la paura di poter sbagliare, con il timore di non farcela, o semplicemente con il desiderio di non deludere. Se quindi fu per una considerazione cronologica che germogliò l’idea di questo film, è dall’immedesimazione col gruppo stesso che prende forma la sua struttura.
Complimenti per la festa racconta la storia di un gruppo di ragazzi di provincia che ha un solo desiderio: sfondare nel mondo della musica. Questi ragazzi vogliono farcela però senza compromessi, vogliono dettare loro le regole e vogliono fare quello che gli pare. E’ solo grazie alla caparbietà, alla costanza, alla tenacia che oggi la storia di questi ragazzi è una storia da raccontare, in mezzo a migliaia di storie che finiscono troppo presto perché i loro interpreti non hanno avuto il coraggio di credere in se stessi.

L’occasione del tour commemorativo di Catartica mi ha dato così l’occasione di poter mettere in parallelo quei ragazzi di venti anni fa e quei ragazzi oggi. Complimenti per la festa unisce due tempi e li fa diventare un unico spazio. Catartica e le sue canzoni, suonate dal vivo durante il tour, sono la colonna sonora di questo e quel tempo. Venti anni sono tanto tempo, ma solo poter vivere da dentro l’esperienza di uno show dei Marlene può far capire quanto la differenza tra Cristiano, Luca e Riccardo ventenni non sia poi così grande da loro stessi oggi, musicisti affermati, uomini e padri.
Così in Complimenti per la festa ho deciso di adottare ogni strategia che potesse rendere il punto di vista più interno possibile. L’uso della macchina da presa e la ripresa del suono in presa diretta convergono verso questo obiettivo.
Il film è interamente girato con camera a mano per dare maggiore prossimità con i protagonisti, per respirare del loro respiro, per vivere le azioni così come le stanno vivendo loro. La focale principalmente usata è stata il 50 mm, per creare più vicinanza possibile alla visione umana. Per aumentare il più possibile il coinvolgimento dello spettatore e la sua partecipazione al live, i tecnici sono stati microfonati in modo da percepire anche quei dialoghi che non è possibile sentire a causa degli alti volumi durante un concerto. Sono quelle brevi battute tra il cantante e il fonico, tra il batterista e il backliner, che, sempre nascosti, permettono la riuscita dello show. Attraverso la combinazione del punto di vista della macchina da presa e la registrazione dei dialoghi che accadono durante il live, l’esperienza della audiovisione porta lo spettatore a cogliere un livello successivo e assolutamente nuovo. Così il sound design del film ha amplificato questa funzione immersiva. In Complimenti per la festa è possibile cogliere aspetti mai colti prima in un concerto live.
Il live è parte fondante del film. I take che compongono il montaggio del concerto sono presi da tutti i concerti del tour. Quindi senza soluzione di continuità all’interno del montaggio di un’unica canzone vi saranno take di Livorno, Roma, Palermo, Reggio Emilio, etc. Si crea quindi all’interno del film un concerto che non è mai esistito, un concerto assolutamente nuovo, un concerto che è la somma di tutti i concerti del tour.
In questa stessa direzione va la regia delle interviste. I punti macchina e le differenze di grado nelle inquadrature di ogni intervistato creano un dialogo continuo tra i vari testimoni, come se si parlassero tra di loro, uniti attorno allo stesso tavolo di cui fa parte anche lo spettatore.

Sebastiano Luca Insinga